
I «pervert glasses» stanno diventando pericolosi. Anche per Meta
Gli smart glasses mettono in crisi il consenso e la fiducia nello spazio pubblico. E il problema rischia di trasferirsi dal prodotto ai brand Meta e Ray-Ban.



Gli smart glasses mettono in crisi il consenso e la fiducia nello spazio pubblico. E il problema rischia di trasferirsi dal prodotto ai brand Meta e Ray-Ban.

Consumer insight, branding e strategia: il percorso che ha portato Grüns da un'intuizione a un business da 550 milioni di dollari. Vendendo caramelle gommose.

+600 milioni di euro di ricavi in due anni. Margine EBITDA oltre il 30%. Il titolo perde il 40% dalla quotazione in Borsa.

Da icona generazionale a brand marginale: come Converse ha progressivamente perso distintività, rilevanza culturale e capacità di attrarre nuove generazioni.

Dove porta Reddit sui cartelloni pubblicitari, mostrando come forum, recensioni e social media siano diventati parte integrante della costruzione del valore di marca.

Anthropic trasforma una scelta del leader in un elemento di differenziazione su cui costruire il proprio posizionamento. Sta nascendo il primo love brand dell'AI?

La nuova campagna del Guardian rafforza il posizionamento del brand senza slogan urlati né scorciatoie. Perché un pubblico intelligente non cerca una risposta semplice, ma the whole picture.

OpenAI porta ChatGPT nella vita quotidiana per conquistare il grande pubblico, ma rischia di banalizzare proprio quello che lo rende unico.

L'autobiografia di James Dyson racconta come innovazione, perseveranza e cultura possano trasformare un prodotto in uno dei brand più forti al mondo.

Con Mara Maionchi, Revolut cerca il grande pubblico ma rischia di neutralizzare la distintività che ne ha fatto una challenger bank.

CALM, organizzazione britannica per la prevenzione del suicidio, affronta il tema tra i giovani con un film durissimo, parte di un progetto più ampio di educazione e prevenzione.

Perché spendiamo 15 euro per una bottiglia di vino e non per una di extravergine? È un paradosso.

Il calo dei volumi non dipende dagli aumenti ma da una promessa premium che il prodotto fatica a giustificare, soprattutto di fronte ad alternative migliori e meno care.

Il caso Ferrari Luce racconta quanto l'identità di un brand conti più della tecnologia.

Quando i risultati peggiorano, le cause spesso risalgono ad anni prima. E quando migliorano, il merito raramente appartiene solo alle decisioni più recenti.

La cosa migliore che puoi trovare online è un motivo per andare offline. Chi lo dice? Pinterest.

Il confronto tra i due video mostra come il linguaggio del corpo possa rafforzare o compromettere la credibilità di un brand.

Partita da Kickstarter con un obiettivo di raccolta di 100.000 dollari, oggi ŌURA vale 11 miliardi. Il suo successo nasce dall'aver trasformato uno smart ring in un simbolo di benessere, identità e stile di vita.

L'operazione va oltre la profumeria di lusso. È la dimostrazione di come una marca possa trasformarsi in un asset capace di generare valore economico, vantaggio competitivo e ritorni straordinari.
Google prende un codice culturale comune e lo trasforma in differenziazione: una parola basta a raccontare Pixel e, insieme, a rendere ordinari i concorrenti.

Tradizione, bias cognitivi e incentivi economici spiegano perché abbiamo normalizzato un espresso mediocre.

Ha trasformato un settore in declino in una nuova categoria, dimostrando che le marche più forti ridefiniscono la competizione.

Nonostante una crescita costante, Decathlon ha deciso di ripensare strategia e identità di marca.

Non solo innovazione. Pixar ha costruito un nuovo spazio competitivo e un brand interclassista e transgenerazionale.

La percezione di artificialità può diventare un problema reputazionale per i brand, anche quando non esistono prove dell'uso dell'intelligenza artificiale.

Nome, identità, cultura e visione: le scelte che hanno trasformato una «seconda linea» di Prada in uno dei brand più attrattivi della moda.

Gli endorsement funzionano quando trasferiscono fiducia al brand, non quando attribuiscono al prodotto meriti che non può dimostrare.

L'ambassador A$AP Rocky sembra rompere con i codici storici di Chanel. Ma una strategia non si giudica da una singola scelta: si riconosce dalla coerenza che emerge nel tempo.

Fashion Revolution ha analizzato la trasparenza di 200 tra i maggiori brand della moda. Il punteggio medio è 14/100: un dato che mostra quanto sia ancora ampio il divario tra promesse e responsabilità.

Una tavola periodica diventa una critica ai codici del beauty. Metacomunicazione, semiotica e brand strategy nello stesso manifesto.

Da outsider nel calcio, Under Armour usa un linguaggio più crudo e disincantato per costruire uno spazio distintivo tra i grandi brand sportivi

Le campagne più efficaci massimizzano il tempo, l'interesse e il coinvolgimento che riescono a generare.

L'AI può far evolvere un'azienda. Ma se cambia anche la promessa del brand, cambia qualcosa di molto più profondo.

Nove criteri di fattibilità per capire se un endorser è davvero tagliato per la marca.