Aboca Edizioni, la differenza tra comunicare un posizionamento e renderlo credibile

Non so voi, ma per me il libro perfetto non deve essere solo interessante, stimolante e avvincente: deve essere anche ‘bello’. Mi piacciono i libri curati nel design, nella carta, nell’impaginazione, nei caratteri e nei dettagli che rendono più piacevole tenerli in mano e guardarli. Compro Iperborea e Il Saggiatore anche per questo. Allo stesso modo, sono riluttante ad acquistare libri dall'aspetto spartano, come quelli di Laterza. Pur avendo Laterza un catalogo che trovo ottimo – a cominciare dai saggi illuminanti di Zygmunt Bauman – mi capita di rinunciare alla lettura dopo averli osservati e sfogliati.
È una delle ragioni per cui stravedo per Aboca Edizioni, la casa editrice dell’omonima healthcare company guidata da Massimo Mercati, un imprenditore con una visione limpida, che ha capito con grande anticipo come un’impresa non sia soltanto uno strumento per generare profitto, ma un «sistema vivente» interdipendente con società e ambiente. Aboca, con €280 milioni di fatturato, ha dimensioni contenute rispetto a gruppi come Menarini, Chiesi o Recordati, ma negli ultimi quindici anni ha quintuplicato i ricavi e costruito intorno al proprio posizionamento un sistema di iniziative straordinariamente coerente. Aboca Edizioni nasce proprio per condividere i valori della marca e la sua visione del rapporto tra uomo e natura.
Sapevo dell'esistenza di Aboca Edizioni, ma la mia vera scoperta è avvenuta per una piccola serendipità nel 2022. Mentre cercavo per autore tra le nuove uscite di marketing, ho intercettato un libro di Philip Kotler che non parlava di marketing, ma di un tema di forte interesse personale e professionale: «La sfida del bene comune». Ho subito notato la carta dall’effetto materico, la sobrietà della copertina, i colori desaturati, i blocchi cromatici rettangolari, la gerarchia tipografica. Un lavoro ingegneristico, capace di trasmettere autorevolezza e spessore senza rinunciare a un linguaggio pop.

Oggi Aboca Edizioni ha sei collane: Saggi Human Ecology, Saggi International Lectures, Saggi Arte Storia Natura, Varia Saggistica, Il Bosco degli Scrittori e Aboca Kids. Il Bosco degli Scrittori è la collana che più si avvicina a un sub-brand, con un sistema visivo costruito intorno a un albero diverso per ogni copertina e una breve scheda botanica; è diventato un luogo fisico ed esperienziale all’interno del Salone del Libro e contribuisce ad alimentare la piattaforma culturale di marca composta anche da eventi, un museo e percorsi educativi.

Quella di Aboca Edizioni è un’operazione di brand stretching intelligente per dare sostanza al posizionamento e contribuire attivamente al dibattito sui temi che Aboca considera centrali nella sua visione strategica. Attraverso un’attività ad alto coinvolgimento come la lettura, l’attenzione attiva e prolungata favorisce un legame più profondo con la marca. Una buona ricetta per capire la differenza tra comunicare un posizionamento e costruire programmi di marca che rendono quel posizionamento credibile.


