La stoccata di Lamborghini spiega il problema di Ferrari Luce

Era dai tempi di Open to Meraviglia che non si vedevano i feed monopolizzati da un solo argomento: tutti hanno parlato di Ferrari Luce. Nel frattempo nessuno ha parlato di Lamborghini, che ha fatto una delle trollate dell'anno.
Anatomia di una trollata
Mentre si discuteva in mondovisione del design della Luce, Lamborghini ha
pubblicato su Instagram quattro foto della Revuelto. Solo un titolo: Proud to keep you dreaming. E i dati sui consumi. Luce non viene citata, ma oscurata dalla presenza scenica di Revuelto. La mia lettura è che il titolo si rifà al cortometraggio Keep on Dreaming, in cui tre bambini vengono invitati a Maranello quarant'anni dopo aver scritto a Enzo Ferrari. Lamborghini ha colto l'occasione per rivendicare la promessa simbolica fatta di aspirazione, eredità, estetica aggressiva ed emozioni autentiche che molti non hanno ritrovato in Luce. Ribalta la narrazione e ricorda a Ferrari cosa significhi sognare.
Il vero problema di Ferrari Luce
Non è certamente l'elettrico. È il design, ma non perché sia bello o brutto. È che molti hanno percepito un tradimento del DNA del brand. Ferrari ha diffidato e messo in una blacklist Kim Kardashian e Justin Bieber per aver modificato o colorato le loro auto. Per Ferrari l'integrità estetica è sempre stata una questione esistenziale. Con Luce, però, ha affidato il progetto all'ex Apple Jony Ive e ha accettato il risultato: una Ferrari che non assomiglia a una Ferrari.

Ferrari appartiene a tutti noi
In alcuni post ho letto frasi come: «Cosa vi importa di una macchina che non comprerete mai?». Il sogno di una Ferrari non appartiene solo a chi ha raggiunto la vetta del successo. Anche chi non ne comprerà mai una ha un'immagine radicata di cosa debba essere una Ferrari. Per questo il brand appartiene psicologicamente anche a chi non lo acquista e non lo usa, perché fa parte dell'identità culturale collettiva.
Luce poteva essere comunicata diversamente?
Non mi ha convinto la scelta di presentare la Luce come una rivoluzione, come il futuro di Ferrari. Penso che avrebbe giovato presentarla semplicemente come una Ferrari elettrica. Invece, Ferrari ha costruito moltissimo hype caricando Luce di significato e aspettative che, una volta rivelata, hanno amplificato una sensazione di rottura identitaria già presente nel design. A Maranello hanno provato a rispondere a una domanda quasi filosofica: può una Ferrari restare una Ferrari anche senza il motore termico?
Il problema della Luce non è tecnico. Lo dimostra il fatto che i suoi oltre 60 brevetti tecnologici sono passati in sordina. Il problema è narrativo. Ferrari ha chiesto ai suoi fan di immaginare un sogno diverso. Lamborghini ha detto: «Noi no. Continuiamo a fare Lamborghini». Il sogno appartiene a chiunque abbia mai disegnato un Cavallino su un quaderno di scuola o si sia emozionato vedendo sfrecciare la Rossa. A tutti noi che vogliamo bene alla Ferrari. Ed è proprio quel legame che Luce rischia di mettere in discussione.


