Pinterest, il miglior social è quello che ti fa uscire dai social

18 aprile 2026 · 2 minuti di lettura
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Pinterest è un social media anomalo. A differenza di Instagram o TikTok, si fonda sulla ricerca attiva e su un’interazione più orientata alla scoperta che alla semplice evasione. Non nasce per trattenerti il più a lungo possibile né per farti scrollare per ore. Pinterest ha un posizionamento distintivo rispetto alle logiche basate sull’intrattenimento passivo. Vuole tenerti solo il tempo necessario per trovare un’idea, e poi spingerti a viverla fuori dalla piattaforma. Il suo modello funziona: nel 2025 il fatturato ha raggiunto i $4,2 miliardi, in crescita a doppia cifra rispetto al 2024 (+1,1 miliardi in due anni).

Oltre il 40% dei suoi 619 milioni di utenti mensili appartiene alla Gen Z, con un’attenzione particolare alle fasce più giovani: le più esposte a sistemi progettati per creare dipendenza. Scorrimento infinito, meccanismi di raccomandazione, riproduzione automatica sono concepiti per tenerti incollato allo schermo. Due ragazzi su tre della Gen Z non hanno memoria di un mondo senza social.

È un problema che riguarda anche gli adulti, ovviamente. Lo scrolling rilascia dopamina e ci fa stare bene mentre siamo ipnotizzati da un discutibile creator o da una mirabolante sequenza generata con AI. A volte, in rari momenti di lucidità, ci chiediamo: sto davvero sprecando il mio tempo così? Ma poi ricominciamo. È una droga. O, meglio, è un incantesimo che ci disconnette dal mondo e ci distoglie dalle bellezze attorno a noi.

È da qui che parte la nuova campagna di Pinterest: da un mondo in cui la vita era diversa, prima che i social occupassero ogni momento della giornata. L’annuncio di Pinterest racconta una realtà pre-social media utilizzando vecchi filmati amatoriali e foto di famiglia dagli archivi dei suoi dipendenti invitando le persone a lasciare il telefono e godersi la vita reale.

Una campagna che intercetta la tensione culturale (dipendenza, disconnessione, nostalgia ‘analogica’) dei tempi in cui viviamo e mette in discussione il modello dei social media. Non sappiamo se servirà a cambiare qualche abitudine, ma ci farà riflettere e anche un po’ emozionare.

È proprio vero: «The best thing you can find online is a reason to go offline».

Nicola Di Francesco
Nicola Di Francesco
Brand Strategy Advisor

Aiuto CEO e CMO a costruire brand distintivi che generano valore.