Best Global Brands 2026. Cresce dell’8% il valore delle marche. Malissimo Tesla, Nike e Gucci

28 ottobre 2026
Best Global Brands 2026

Qual è il brand con il valore più alto al mondo? Come ogni anno, ce lo dice Interbrand con Best Global Brands.

Quella di Interbrand è la classifica più famosa sul valore economico delle marche. Queste classifiche non sono una verità assoluta ma ci aiutano a comprendere meglio le dinamiche di costruzione della brand equity.

Il metodo impiegato da Interbrand parte dalla stima dei profitti economici correnti e futuri, al netto dei costi operativi, delle imposte e del costo del capitale. Il Role of Brand individua la quota attribuibile alla marca; la Brand Strength – i 10 fattori che rendono un brand forte – ne valuta la capacità di sostenere domanda e profitti nel tempo.

Best Global Brands 2026 Top 50

Punti salienti di Best Global Brands 2026
➜ La top 10: Apple, Microsoft, Google, Amazon, Samsung, NVIDIA, Instagram, Coca-Cola, Toyota e YouTube. Apple guida con $514,6 miliardi (+9%).
➜ Il valore complessivo raggiunge circa $3.900 miliardi (+8,1%): 68 brand crescono.
➜ La tecnologia occupa metà della top 10 e, con nove brand, concentra il 48% del valore totale.
➜ NVIDIA entra in top 10 appena due anni dopo l’ingresso in classifica.
➜ L’automotive perde $56,95 miliardi: sette delle dieci maggiori flessioni riguardano l’auto.
➜ Le 10 crescite maggiori: NVIDIA (+71%), Spotify (+38%), Uber (+35%), Caterpillar (+33%), Shopify (+28%), Google e Monster (+23%), YouTube, Netflix e Dell (+22%).
➜ Le 10 flessioni maggiori: Tesla (-38%), Nike (-35%), Gucci (-31%), Volkswagen e Nissan (-23%), Honda (-22%), Toyota (-20%), Mercedes-Benz e Audi (-19%), BMW (-18%).
➜ Lusso a più velocità: Hermès +11%, Chanel +8%, Louis Vuitton -7%, Prada -15%. Ferrari cresce del 15%.
➜ Nuovi ingressi: Zurich (58°), Hitachi (90°), GE HealthCare (95°); rientra Hewlett Packard Enterprise (99°).
➜ I brand da tenere d’occhio, ancora fuori dalla Top 100: Aesop, Anthropic, Arc’teryx, Loewe, Nubank, On, Oura, Revolut, Rimowa e SKIMS.

E l’Italia?
Conta 3 brand (Ferrari, Prada e Gucci, che è controllata da Kering), contro i 10 francesi e i 9 tedeschi. Un divario coerente anche con la minore dimensione media delle nostre imprese: aziende più grandi possono generare più profitti e sostenere un valore di marca più elevato.

La parte del report secondo me più interessante è quella che propone il brand come «costituzione» dell’impresa: i principi che orientano le decisioni e la crescita mentre l’AI rende le capacità tecniche e operative sempre più accessibili. Come scrive Interbrand, un tempo i brand davano vita alle strategie. Ora sono le strategie a dover rispondere ai brand.

Nicola Di Francesco
Nicola Di Francesco
Brand Strategy Advisor

Lavoro con CEO e CMO per costruire brand distintivi, coerenti nel tempo e capaci di generare valore economico.