Tu chiamale se vuoi suggestioni

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Qualche giorno fa ho scoperto il nuovo lavoro di comunicazione Piazza Italia, azienda di abbigliamento campana che offre prodotti “italian style” a prezzi popolari. Il brand in questione è lo stesso che qualche tempo fa è balzato agli onori delle cronache di settore per avere reinterpretato il discusso “Be stupid” di Diesel, sovvertendolo in un ironico e paraculo “Be intelligent”.
L’ultima creazione (firmata Diaframma, nda) della società di Nola è la campagna “I veri miracoli li facciamo noi”. Dodici soggetti che raffigurano altrettante persone comuni (l’operaio, lo studente, la mamma, ecc.) ritratte in uno scarno layout composto dalla perentoria headline di cui sopra e dal marchio Piazza Italia, corredato del payoff: “Sponsor della gente comune.” (probabilmente una novità o una soluzione estemporanea, poiché sul sito istituzionale non vi è traccia).
I volti di questi uomini appaiono segnati, foschi, in alcuni casi apocalittici. Palese l’intenzione dell’emittente di schierarsi a fianco del macro-target composto da individui economicamente deboli (ahinoi, una buona fetta di Italia); chiaro l’obiettivo emozionale di condividerne la sofferenza, le difficoltà e l’incertezza per il futuro.
Un tono ruffiano e consolatorio che cavalca con furbizia la crisi economica in cerca di larghi consensi dietro una maschera da demagogo unconventional. Scatta il meccanismo palliativo dell’identificazione. Scocca la scintilla aggregante del malcontento comune.
Sono dell’avviso che certi exploit servano sicuramente a guadagnare notorietà ma rimangono delle tattiche dopanti percorribili una tantum nella vita della marca. In questo senso, indicativo che sul brand website non ci siano elementi stilisticamente collegati tra le immagini patinate che scorrono in rotazione sulla home page (attenzione: i soggetti ritratti sono modelli stranieri e in un caso uno di essi sfoglia l’olandese “De Telegraf”!) e la melanconica atmosfera di “piazza dei miracoli”. Andando sul sito non mi aspettavo di incrociare l’occhietto spiritato paterno del soggetto barbuto ma neanche di imbattermi – alla faccia della coerenza – in un ambiente così cosmopolita, modaiolo e artefatto.

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