Libri e eBook. Come sta cambiando il mercato della lettura

Libri e eBook. Come sta cambiando il mercato della lettura


Dopo una prima fase di incertezza e diffidenza, lo scorso Natale – complice il lancio italiano del Kindle – ha iniziato a muoversi anche nel nostro paese il mercato dell’eBook. Nonostante un trend di crescita netto, però, la penetrazione è ancora molto bassa e rappresenta una piccola nicchia con un valore di 13 milioni di EUR, rispetto alle vendite totali del mercato librario che toccano 1,4 miliardi di EUR (Fonte: Ufficio studi di AIE).
Numeri assai modesti in confronto all’evoluzione attesa nel prossimo futuro. Si stima, infatti, che l’indotto dell’eBook potrebbe raggiungere il 20% di quota a valore nei prossimi cinque anni. Non a caso l’offerta si sta rapidamente sviluppando e i titoli disponibili in formato digitale sono già 32.000, ovvero il 4,4% del totale. Ormai non è più raro scoprire sui cataloghi delle case editrici il doppio listino e intercettare webzine tematiche navigando online.
Ma chi sono i lettori di eBook? Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, chi sfoglia le pagine con un click non è necessariamente un nativo digitale. Chi si avvicina al mondo degli eReader è semplicemente un appassionato di lettura, e lo fa principalmente per comodità (mettersi in borsa Moby Dick o Infinite Jest non è propriamente pratico!). Quindi la possibilità di utilizzare un eBook – alternandolo al classico volume, magari – è proporzionale al grado di interesse che ciascuno mostra verso la lettura su carta.
Le ragioni dei riluttanti e dei detrattori del supporto digitale sono riconducibili alla difficoltà di rinunciare al piacere sensoriale della carta, al feticcio da esporre trionfalmente in libreria (desiderio latente), alla scarsa dimestichezza con la tecnologia, e a un prezzo del prodotto ritenuto ancora alto rispetto al libro tangibile. Qualcosa si è già fatto con l’introduzione del display E-Ink, che ha ricreato – almeno sul fronte relativo alla vista – un’esperienza di consumo simile a quella tradizionale ma la distanza emotiva percepita dai lettori duri e puri è sensibile.
L’asso nella manica di player come Amazon è dunque di tipo tecnologico. Senza dubbio nei prossimi anni alcune barriere culturali cadranno e aumenterà la naturale propensione a leggere eBook, ma se le aziende intendono favorire il processo di digitalizzazione bisognerà migliorare l’esperienza di lettura implementando strutturalmente i vari device che compongono l’offerta.
Ad esempio, potremmo ritrovarci a usare eReader che consentono di riprodurre gli odori più disparati, aromatizzando le pagine di romanzi con profumi legati agli ambienti narrati. E lo stesso potrebbe accadere con la musica: effetti sonori simili a quelli diegetici utilizzati nel cinema ad aiutare il lettore a calarsi nella vicenda. O ancora, colonne sonore associate ai singoli capitoli, in grado di ricostruire le atmosfere emozionali dell’opera. Con tutte le opportunità di business che ne conseguono, poiché in uno scenario del genere è facile ipotizzare accordi di co-marketing e product placement per promuovere una certa marca legata agli odori (una tavoletta di cioccolato, una società che distribuisce fiori, il lancio di un nuovo profumo, ecc.) o ai suoni (un artista musicale, un’auto sportiva attraverso il rombo del motore, l’apertura della lattina di un soft drink, ecc.)
In attesa della concretizzazione di queste – neanche tanto – avveniristiche ipotesi, per migliorare le funzionalità pratiche di utilizzo facendo emergere di riflesso i punti di forza dell’eBook, le aziende interessate possono favorire le logiche dell’ipertesto: link di collegamento per approfondire un singolo tema, condividere la lettura sugli attuali social media (e su quelli, dedicati, che verranno), scaricare film tratti dalla stessa opera letteraria. Un’ibridazione tecnologica per certi versi analoga a quanto sta accadendo per la TV.
Un treno da non lasciarsi sfuggire anche per le case editrici, per sfruttare a proprio vantaggio gli importanti cambiamenti dell’industria dell’entertainment. Oltre a commercializzare titoli digitali, è il caso di ragionare sulla possibilità di lanciare i propri modelli di lettori eBook, non limitandosi al ruolo di (spettatori) intermediari tra l’elettronica e il consumatore.
La partita è quindi apertissima. Nel libro del futuro due parole non possono mancare: reinterpretazione (di un’attività tradizionale) e interazione (con e tra gli individui-lettori). Una buona base di partenza per le imprese che intendono ritagliarsi un ruolo da protagonista.

+ Non ci sono commenti

Commenta