Flagship Gazzetta. Un esempio da seguire per le aziende del settore?

Flagship Gazzetta. Un esempio da seguire per le aziende del settore?


In un momento storico caratterizzato da importanti evoluzioni per l’industria dell’editoria, nel quale anche la stampa si rinnova cercando la strada – obbligata – della digitalizzazione, non ha fatto particolare notizia la decisione di RCS/Gazzetta dello Sport di aprire un flagship store a Milano. Già, un luogo fisico nei pressi di piazza San Babila dove la celebre “Gazza” incontra simbolicamente le persone e ne condivide la passione per lo sport attraverso una pratica di brand extension. Il negozio, inaugurato lo scorso dicembre, si chiama “Gazzetta Store” (naming rafforzato da quello che sembra un payoff: “The Passion Store”) e offre decine di prodotti a marchio nonché alcuni feticci-memorabilia, come la maglia firmata da Maradona o la scarpa autografata da Dennis Rodman.
L’effetto branding è un po’ caotico perché non c’è una vera architettura dell’offerta ma gli oggetti esposti – in un ambiente comunque gradevole e moderno – sono, per così dire, ammassati senza appunto coerenza. Sarebbe probabilmente stato sufficiente creare delle zone per aree di offerta (calcio, ciclismo, basket, tennis, eccetera). Un’altra piccola critica che si potrebbe muovere è che il pdv è sviluppato con un approccio di tipo “passivo”: si registrano sì due postazioni iPad dove è possibile sfogliare l’edizione digitale, però manca l’interazione e un dialogo forte con il visitatore.
Peccati e fine tuning a parte, ritengo che quella di Gazzetta dello Sport sia una strategia potenzialmente molto interessante per avvicinarsi a un certo pubblico, contribuire ad alimentare il mito del quotidiano e aumentare il valore di marca. Anzi, penso possa essere un esempio positivo da seguire per altri brand, o perlomeno da quelle riviste in possesso di adeguato physique du rôle. Mi vengono in mente marche come Quattroruote (idea: corsi di guida sicura, presentazioni di nuovi modelli, accessori per le vetture, modellismo automobilistico), La Cucina Italiana (idea: dimostrazioni culinarie, incontri dedicati agli aspetti nutrizionali del cibo, prodotti di alta gastronomia, robot da cucina e attrezzi del mestiere), Internazionale (idea: appuntamenti con gli autori, edicola dal mondo, collane libri/cinema/musica, e-Book Reader). Ognuno di loro potrebbe teoricamente costruire e implementare un modello di flagship store efficace per comunicare i propri valori di marca. Le idee velocemente abbozzate ne sono in qualche maniera la prova. Evidentemente questi spunti vanno presi con le pinze e necessitano di un ragionamento articolato prima di vedere la luce; la sensazione, però, è che certa carta stampata possa solo trarre giovamento dalle escursioni verso nuovi comparti merceologici. Anche perché la penetrazione dei dispositivi mobile è inarrestabile (il consumo di news rappresenta una delle attività più diffuse sui tablet) e, soprattutto per i quotidiani come Gazzetta, bisognerà sempre più diversificare per reggere la sfida con l’informazione sul web.

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